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 Le Mostre Passate

2016

CARLO PORTELLI: Pittore eccentrico tra Rosso Fiorentino e Vasari

22 dicembre 2015 – 20 giugno 2016 ** prolungata **

Carlo Portelli Allegoria dell’Immacolata Concezione Firmata e datata 1566 Tavola Firenze, Galleria dell’Accademia

Carlo Portelli, Allegoria dell’Immacolata Concezione, firmata e datata 1566, tavola     Firenze, Galleria dell’Accademia

La Galleria dell’Accademia annovera, nell’ampia rassegna della pittura fiorentina della Maniera dispiegata nella Tribuna del David, una monumentale pala con l’Immacolata Concezione di Carlo Portelli, datata 1566 e originariamente destinata alla chiesa di Ognissanti, che può, a giusto titolo, essere considerata il suo capolavoro. Il pittore, per quanto titolare di importanti commissioni e fra gli artisti attivi per le maggiori imprese medicee, non ha goduto sin qui di una grande fortuna critica.
Intorno a questa tavola visionaria e neo rossesca che scandalizzò lo storiografo Raffaello Borghini (1584) per l’esibizione sfacciata e irriverente delle nudità di Eva in primo piano, sono stati raccolti  in una mostra tutti i dipinti attendibilmente ascrivibili al Portelli e, grazie a nuovi studi e ricerche intrapresi per l’occasione, è stato possibile definirne una volta per tutte il ruolo nel panorama della pittura fiorentina dell’età vasariana.

La mostra, che espone circa cinquanta opere fra dipinti, disegni e documenti, oltre a valorizzare la pala dell’Accademia, consentirà al pubblico che affolla ogni giorno il museo di conoscere un artista noto solo agli specialisti e invece meritevole di essere apprezzato per la sua originalità, fantasia e capacità di tradurre in pittura concettose invenzioni, sul modello del Vasari.

Carlo Portelli Allegoria della Carità 1550-1560 Tavola Madrid, Museo Nacional del Prado

Carlo Portelli, Allegoria della Carità, 1550-1560, Tavola
Madrid, Museo Nacional del Prado

2015

L’Arnina di Lorenzo Bartolini

18 novembre – 8 febbraio 2015

La piccola e preziosa esposizione, curata da Lia Brunori, vicedirettrice della Galleria dell’Accademia, rappresenta l’occasione per condividere con il pubblico gli ulteriori studi intorno all’opera dello scultore neoclassico pratese Lorenzo Bartolini, che la Galleria fiorentina promuove da anni.

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Protagonista d’eccellenza della mostra una statua in marmo raffigurante la Ninfa Arnina, di squisita fattura, testimoniata dai documenti e dalle fonti, ma della quale si era perso traccia, che è stata rinvenuta in una collezione privata inglese dallo studioso John Kenworthy-Browne.

L’opera, inedita, viene quindi esposta per la prima volta al pubblico affiancata dal suo bellissimo calco in gesso, di proprietà della stessa Galleria dell’Accademia, rientrato dopo essere stato depositato per alcuni decenni presso il Museo Civico di Prato, ed insieme ad alcuni documenti volti ad evocare la complessa vicenda dell’opera bartoliniana che, in questa versione, riporta la dedica a Giovanni degli Alessandri, personaggio di spicco nella vita culturale fiorentina del primo Ottocento.

L’arte di Francesco: Capolavori d’arte italiana e terre d’Asia dal XIII al XV secolo

31 marzo – 11 novembre ** prolungata **

San Francesco riceve le stimmate

Organizzata dalla Galleria dell’Accademia, in collaborazione con l’Ordine dei Frati Minori, e ideata scientificamente con la Commissio Sinica (Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani, Pontificia Università Antonianum di Roma), la mostra si propone di documentare ai massimi livelli qualitativi la produzione artistica di diretta matrice francescana (pittura, scultura, arti suntuarie) dal Duecento al Quattrocento e, nel contempo, di porre in evidenza la straordinaria attività evangelizzatrice dei francescani in Asia, dalla Terra Santa alla Cina, rievocandola anche con oggetti di eccezionale importanza storica e incomparabile suggestione. Tra questi, il corno ritenuto tradizionalmente quello donato al Santo dal Sultano d’Egitto al-Malik al-Kamil nel 1219 a Damietta (Egitto) in occasione del loro incontro e conservato in Assisi nella Cappella delle reliquie della basilica di San Francesco.

Occorre sottolineare che i capolavori d’arte sono presentati in mostra non soltanto dal punto di vista della loro iconografia francescana, ma in primo luogo per il fatto di essere il frutto della committenza dei frati francescani, per il tramite delle loro più prestigiose fondazioni chiesastiche e conventuali, nonché per opera di privati cittadini particolarmente devoti del Serafico e dei suoi più diretti seguaci, quali ad esempio, Santa Chiara, San Bonaventura, Sant’Antonio da Padova, San Bernardino.

2014

“Ri-conoscere Michelangelo”
La scultura del Buonarroti nella fotografia e nella pittura dall’800 ad oggi

18 febbraio – 18 maggio 2014

Riconoscere Michelangelo

In occasione delle celebrazioni per i 450 anni dalla morte di Michelangelo Buonarroti, la Galleria dell’Accademia presenta un’esposizione che affronta il complesso tema del rinnovato interesse e dell’ammirazione per l’artista dall’Ottocento alla contemporaneità, attraverso l’opera di scultori, pittori e fotografi che hanno guardato alla figura del Buonarroti e alle sue opere come riferimento iconografico per le loro realizzazioni.

accademia-amendolaPartendo dalla produzione fotografica realizzata da alcuni tra i più noti ateliers e professionisti del XIX e del XX secolo, si è cercato di evidenziare il ruolo determinante che la fotografia ha svolto nel consolidare la fortuna critica e iconografica di Michelangelo e, attraverso di essa, la celebrazione del suo mito.

Una lettura trasversale, in chiave storico-fotografica, che mette al centro il ruolo svolto dalla fotografia, fin dalle sue origini, nel celebrare uno dei massimi artisti del Rinascimento italiano, e nell’eleggere un ristretto pantheon di immagini di sue sculture a monumenti della memoria collettiva.

Il percorso espositivo include opere di Eugène Delacroix e Auguste Rodin, fotografie degli Alinari e Eugène Piot, Giuseppe Pagano, David Finn, Aurelio Amendola, Henri Matisse, Carlo Mollino, Tano Festa, Antonia Mulas, Helmut Newton e Gabriele Basilico, Karen Knorr, Lisa Sarfati, Tim Parchikov, Frank Horvat, Youssef Nabil, Kim Ki duk, per arrivare a Thomas Struth e Candida Höfer.

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